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Viaggio di rientro

Il treno Prato Bologna che prendo sempre quando rientro dalla Versilia è spesso fonte di aneddoti. Questa volta ho avuto un incontro ravvicinato con un individuo particolarmente molesto…  Ma procediamo con ordine! Ho fatto una scappata lampo da Raffa, arrivo di sabato e rientro di domenica. Ho preso il treno da Viareggio ed ho cambiato a Prato, sono salito sul primo vagone in testa per procedere in maniera spedita una volta giunti a Bologna. Mi sono piazzato comodo con lo zaino sul sedile di fronte al mio visto che lo scompartimento era semivuoto e così avevo sottomano acqua e viveri senza fare mille traffichi. Stavo facendomi un bel paio di cazzi miei senza dare noia a nessuno, mi ero messo le cuffiette x non infastidire i pochi presenti mentre trafficavo con le configurazioni del CELL quando un tizio obeso si butta a peso morto sul sedile di fianco al mio zaino. Un fetore acre di sudiciume mi ha letteralmente attanagliato le narici… ma da quanto cazzo non si lava questo schifo di uomo! Sto vagliando l’opportunità di cambiare posto/scompartimento x risparmiarmi un’ora di tanfo (non sono particolarmente delicato e/o raffinato come ben sapete, se vi dico che puzzava potete immaginare che si trattasse di olezzo fuori dall’ordinario anche per i miei standard! ) quando il tizio si rivolge al sottoscritto con un accento da terrone molle e scazzato: “Non hai visto che c’è posto di sopra?”indicando il mio zaino. Ma che cazzo vuole questa merda di uomo? Lo fisso: obeso, jeans e maglietta che camminano da soli, odore ributtante, tatuaggio tribale in bella evidenza a lato del collo, espressione ebete che mi fissa di rimando. “Sì, l’ho visto” e sono tornato a dedicarmi ai fatti miei. Lo zaino non poteva fisicamente dargli nessun fastidio, quasi vuoto giaceva disteso nel sedile e non arrivava nemmeno all’altezza dei braccioli, forse voleva far sedere davanti a me il suo compagno, una mezza sega seduto nel gruppo di sedili di fianco, tra l’altro con un posto libero al suo fianco. Visto che il terronazzo si è reso conto che non c’era trippa per gatti ha pensato bene di frantumare le palle ad un innocuo tipo dell’altro gruppo di sedili. Quando si è alzato il solo movimento ha liberato un’altra zafata di fetore… non c’è un cazzo da fare, anche dall’altra parte del corridoio l’odore è ingestibile, finisco di cazzeggiare col cell, raccolgo le mie cose e me ne vado in in altro scompartimento con l’aria respirabile. Decisamente meglio, di fianco ho una cinese e di fronte una tipa che legge il cacciatore di acquiloni. Approfitto del luogo tranquillo e butto giù la bozza di questo post mentre attraverso gli Appennini. A Bologna mangio un paio di tranci di pizza  che mi riconciliano con il mondo e mi permettono di evitare di sbranare il primo che capita sotto mano come ad esempio il classico giovincello che viene a chiedermi 50 centesimi. Questo mi ha portato a domandarmi quanto devo lavorare per guadagnare mezzo euro… forse il suddetto giovane fannullone ha più soldi del sottoscritto a fine giornata e, finché c’è qualcuno che gli dà delle monetine, continuerá a fare il mendicante molesto. Però è strano: negli zoo proibiscono di dar da mangiare agli animali perché gli fa male ma nessuno pensa di avvisare i frequentatori delle stazioni che dare gli spiccioli ai fancazzisti alimenta il parassitismo. Penso che istituirò il salvadanaio del molesto, ogni volta che mi rifiuterò di dare dei soldi ai parassiti ne metterò altrettanti nel salvadanaio x poi consegnarli a fine anno alle associazioni che si occupano degli indigenti così non c’è pericolo che il parassita si mangi il frutto del suo mendicare in alcol, sigarette o peggio 😉 I viaggi in treno mi portano a stretto contatto con varia umanità,  rafforzano la mia misantropia e tirano fuori delle pulsioni razziste/fasciste/totalitarie che uno si augurava di aver superato con l’esperienza e l’età della ragione. L’altoparlante annuncia in questo momento l’arrivo alla stazione di Rovigo, buttar giù due righe con la tastiera del BlackBerry è parecchio laborioso per un non-giovane come il sottoscritto a cui manca l’esperienza di spippolatore di messaggini come le nuove generazioni.

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