My Mizra Blog

Bassano Padova 14 Nov 2009

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Partenza fantozziana: la sveglia che doveva suonare alle 6:30 è rimasta muta con la conseguenza che mi sono svegliato alle 7:15 O_O
Zaino da fare, doccia da fare, colazione da fare e treno alle 8:09… OK, vediamo di organizzarci! Apro la doccia e lascio scorrere l’acqua finché si scalda, nel frattempo corro in cucina e ficco nel forno l’ultima pizza surgelata avanzata da ieri sera. Quando torno su l’acqua è calda, mi butto sotto la doccia e mi lavo a tempo di record. Mi asciugo quanto basta per non gocciolare in giro e mi riprecipito in cucina dove la pizza sta cominciando a diventare croccante, alle 7:35 sono già docciato e rifocillato quando affronto lo zaino. Per fortuna avevo già preparato le cose principali da metterci la sera prima, aggiungo un pile, una felpa ed un paio di calzini, finisco di vestirmi, dò una manciata di gamberetti ai rughi e sono pronto per partire alle 7:50.

Giungo a Padova e sono preda di una sete bestiale, la pizza grida vendetta 🙂 Vado a farmi rapinare al bar della stazione per una bottiglietta d’acqua e poi mi dirigo al binario 1 dove aspetto l’Eurostar per Firenze (altra rapina, anche più giustificata). Pensando a rapine, truffe e simili mi torna in mente che mi ero riproposto di chiedere alla polizia ferroviaria delucidazioni sullo status dei “molesti” dei precedenti post. Sto ancora pensando se sia il caso di andare ad infastidire la Polfer di sabato mattina con le mie domande pignole e petulanti quando incrocio una addetta Trenitalia e, onde evitare chilometri di marcia quando arriva il treno, le chiedo a che altezza si ferma la carrozza 10: “La carrozza 10 si ferma laggiù, poco oltre la Polizia”. Alle volte è il caso a decidere per noi, basta seguire la corrente e si arriva dove si voleva andare. Ringrazio l’addetta e mi dirigo verso gli uffici della Polfer dove trovo una giovane poliziotta intenta a compilare un pacco di carte. La ragazza mi conferma che i “molesti” sono una piaga da debellare e vengono svolti dei servizi appositi per contrastarli. Per quanto la poliziotta mantenga un atteggiamento professionale traspare un certo senso di sconforto quando le dico che mi sono imbattuto nei “professionisti”, che lascia spazio al sollievo quando le dico che sono anni che non li vedo qui in Veneto sebbene li veda regolarmente in Toscana. Alla fine il succo della storia è che vanno segnalati così partono i controlli e la situazione si “normalizza”.

Dopo un po’ che sto seduto sull’Eurostar sento di essere a rischio abbiocco improvviso, devo ancora saldare il debito di sonno di giovedì notte. Chiamo Raffa per farle sapere che sono in viaggio e dovrei arrivare nel primo pomeriggio, se non mi addormento e salto la fermata di Firenze 🙂 Mi metto ad ascoltare in po’ di musica e mi faccio l’appunto mentale di procurarmi “More than a feeling” dei Boston, è da quando ho visto “L’uomo che fissa le capre” che continua a ronzarmi in testa.

PS: durante il viaggio di ritorno ho visto sfilare mezza dozzina di “molesti” in fila seguiti da un uomo in divisa, un esempio dei controlli che fa la Polfer.

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