My Mizra Blog


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Weekend

Sto rientrando dalla Versilia, weekend tranquillo con Raffa 🙂
Visto che il tempo ha retto abbiamo potuto assistere ad Anteprime, manifestazione letteraria che si tiene a Pietrasanta. Un sacco di autori presentavano i loro libri, tra essi Ammaniti, Mauro Corona, V.M.Manfredi, Dan Brown, Pamuk, Licia Troisi.

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È stato molto interessante vedere gli autori che presentavano dal vivo e, tolto qualche disagio organizzativo, mi è piaciuta come manifestazione. È noto che ultimamente leggo poco in italiano ma vedere che dietro i nomi sulle copertine ci sono esseri umani in carne ed ossa mi ha invogliato a provare a leggerli.
Proverò nelle prossime settimane a prendere un libro di Corona ed uno di Ammaniti in biblioteca, su V.M.Manfredi passo perché il ricordo de “Le paludi di Hesperia” non mi ispira a dargli una seconda chance per ora 😉 Ci sarebbero da valutare anche Pamuk e Ginzborg ma non voglio mettere troppa carne al fuoco.
Questa volta non mi sono portato niente da leggere per il viaggio, ad esclusione del capitolo su Base della guida di LibreOffice che non mi sento proprio di classificare come lettura da viaggio 😉 Cazzeggerò col cell, giocherò a scacchi, sonnecchierò e, se proprio non mi passa, posso sempre prendermi qualcosa da leggere in edicola.


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Eroe del sottoproletariato

Ho appena finito di leggere il romanzo d’esordio del giovane Nicola Landi.
Facendo due conti ho finito le circa 180 pagine in meno di 6 ore ovvero mezza giornata, il che depone decisamente a favore della scorrevolezza del libro.
Mi è piaciuto anche se in alcuni punti un po’ di editing avrebbe giovato. Tralascio la critica del contenuto visto che le mie limitate capacità letterarie mi permettono solo di percepire le sbavature ma non di suggerire correzioni e/o rimedi.
Mi permetto solo di dire che la quarta di copertina andrebbe almeno dimezzata e non andrebbero anticipati troppi dettagli al lettore.
Comunque lascerò un posto libero in cima alla pila, sempre più alta, dei libri da leggere per il prossimo lavoro di Nicola Landi 🙂
Non posso dire altrettanto per Valerio Massimo Manfredi, con il suo “Le paludi di Hesperia” sono inchiodata a pagina 20 e comincio a sospettare che non lo leggerò più, figuriamoci finirlo. Per rendere l’idea ora sono inchiodato a Cittadella per un problema al treno, se avessi tra le mani il libro di Manfredi piuttosto che leggerlo mi rincoglionirei con Ruzzle o proverei a farmi un pisolino.


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It’s been a while!

È un bel po’ che non posto nulla. Argomenti per sproloquiare a vanvera ce ne sarebbero ma sono stato particolarmente pigro ultimamente :-).
A dirla tutta ho perso interesse per le vicende politiche di questo paese da quando mi sono accorto che non era necessario seguire la politica per capire cosa combineranno governo e parlamento. Chiaramente togliendo la politica dal piatto si elimina una fetta enorme delle chiacchiere da bar e delle esternazioni.
Vivendo senza televisione grazie al passaggio al digitale terrestre (Grazie di cuore! Davvero, si sta un bene dell’anima senza TV), i miei contatti col mondo estero restano la radio (perennemente sintonizzata su Radio24), internet ed una tranquilla vita sociale. Ultimamente mi sono dedicato con un certo impegno alla lettura. Mi sono prefisso di leggere 52 libri (uno a settimana) quest’anno e per ora sono al passo 🙂 Quasi tutti i libri letti sono in inglese con la notevole eccezione di “Dio c’è ma non esiste” di Natalino Balasso. Leggere in lingua originale mi sta dando grandi soddisfazioni, sia come piacere della lettura sia dal punto di vista economico. Se avete anche una minima dimestichezza con l’inglese consiglio vivamente di sforzarsi di leggere i vostri autori inglesi e statunitensi preferiti in lingua, è un investimento che ripaga un sacco.
Concludo qui, ho un mostruoso debito di sonno e sto viaggiando tra Prato e Viareggio in treno, mezz’oretta di riposo male non mi farebbero.


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Death from above

Visto che non manca molto alla notte di San Lorenzo e che i giornali ci informano di un asteroide sta per “sfiorare” la terra mi sembra l’occasione buona per segnalare un servizio per calcolare gli effetti della caduta di un meteorite 😉

Personalmente sono molto più preoccupato per una eventuale tempesta geomagnetica come l’evento di Carrington del 1859 ma quando si tratta di catastrofismo ognuno ha le sue preferenze 🙂

 


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Vecchie nuove idee

La lettura di “The Selfish Gene” prosegue, il viaggio in treno di questo fine settimana mi ha consentito di arrivare a due terzi abbondanti del libro e conto di finirlo entro il prossimo weekend.

Che dire? I temi trattati mi coinvolgono e permettono di capire in maniera profonda un sacco di cose. E’ emblematico/interessante notare come un libro vecchio di 35 anni contenga un tale numero di idee “nuove” e “rivoluzionarie”. Il “problema”, se così lo vogliamo definire, è che i fatti e le teorie accertate/consolidate in ambiente accademico sono ignorate, disattese quando non addirittura osteggiate dalla cultura “popolare”. Pare che lo stesso capiti sovente in ambienti accademici umanistici che sembrano ignorare completamente le ripercussioni delle “recenti” scoperte scientifiche in biologia, genetica ed evoluzione e continuano imperterriti a ripetere argomentazioni palesemente sbagliate od ad imbellettarle per farle reggere quel tanto prima di buttare in vacca il discorso e bloccare ogni tentativo di analisi. L’italica situazione è, se possibile, ben peggiore di quella che troviamo nel resto dei paesi sviluppati. Spesso ho avuto l’impressione che negli ambienti “umanistici” ignorare o contrastare qualsiasi risultato di origine tecnico-scientifica sembra la regola e/o la massima aspirazione dell’esperto: “Guarda come ho messo in riga con la mia dialettica sopraffina questi rozzi ed incolti biologi/fisici/medici/ingegneri e le loro scialbe e noiose ricerche”

A parte l’eterna diatriba tra facoltà umanistiche e scientifiche salta all’occhio la disparità di trattamento tra gli esperti delle due “fazioni” ovvero scienziati/medici/etc devono ascoltare, rispettare e tenere in considerazione le osservazioni di bioetici, filosofi, teologi, etc ma quando si tratta di considerare osservazioni di tipo matematico, medico, biologico il “dotto” di turno può sbattersene altamente e tirare dritto.


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La religione come fenomeno naturale

Raffreddore quasi completamente superato, resta qualche strascico ma nulla che una buona scorta di fazzoletti non possa arginare 🙂

Ho cominciato a leggere “Breaking the spell” di Daniel Dennett e lo sto trovando una lettura molto interessante. Il libro si propone gettare le basi per l’analisi scientifica del fenomeno religioso e renderlo “studiabile” come ogni altro fenomeno naturale infrangendo i tabù che in genere ammantano la religione di “imperscrutabilità”. Mi rendo conto che l’argomento ed il tenore del libro lo rendono una lettura poco appetibile per chiunque non abbia una certa passione per l’argomento. Ricordo di averne scovato qualche copia in italiano semi-nascosta nella libreria di Palazzo Roberti alcuni anni fa ma non l’ho più ritrovato la volta successiva quindi, quando mi sono imbattuto nella versione inglese su Amazon, ho deciso di comprarlo… e a un prezzo molto più abbordabile se devo proprio dirla tutta 😉

Per ora l’acquisto mi sta dando soddisfazione, mi resta solo il rammarico di non poterne discutere con qualcuno senza farlo stramazzare a terra per la noia o, peggio ancora, impelagarmi in una polemica mostruosa.


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1984

Ieri, rientrando dalla Versilia in trano, ho finito di leggere “1984” di Orwell. Seppur tardi alla fine sono riuscito a depennare questo titolo dalla lista dei libri da leggere e devo dire che è giustamente considerato un classico della letteratura.

Già dalle prime pagine mi sono reso conto che non mi avrebbe lasciato indifferente, troppo spesso le pagine creavano inquietanti parallelismi col presente, la descrizione dei ministeri della Verità, della Pace, dell’Amore e dell’Abbondanza che si stagliano su una Londra ingrigita e decadente è stata sufficiente a convincermi a riporre il libro per qualche giorno onde evitare di associarvi indelebilmente le viscide immagini della nostra politica rovinandomi la lettura.

Non so in che condizioni sia la letteratura del Novecento nella scuola italiana ma mi auguro che qualche professore riesca ad infilare la lettura di “1984” nel programma.